• enrico scrive:

    La Tangheria:
    milonga a porta S.Mamolo, dentro il chiostro della chiesa di S. (vattelappesca). Se non lo conosci,non lo trovi. Una porticina con un timido cartello che riesci a leggere solo se sei a 20cm di distanza ti fa entrare nella tangheria. Piacevole contrasto fra il luogo sacro che la ospita, e la milonga:luogo del peccato, luogo dovo ci si scambia fugaci sguardi che tutto dicono, dove ci si dà appuntamento per il rituale,dove si intrecciano sinuose relazioni, sensazione ancora più accentuata dalle calde luci che ti avvolgono ( a volte anche ti accecano ).La sala rettangolare, con pavimento in parquet, sedie intorno dove signore e signorine con belle caviglie al guinzaglio attendono il loro momento. Un’altra saletta dove puoi prendere al massimo un po’ d’acqua o un sorso di vino rubato a qualche sagra di paese. Un tendina impedisce ad una latrina (no, non è un bagno ) di mostrare tutte le su ‘grazie’. Ma tutto contribuisce a rendere questa milonga veramente particolare.
    Non ci sono dubbi.Non ti sbagli.Alla tangheria fai una sola cosa: balli.
    L’atmosfera è molto rilassata.Fra le milonghe viste fino ad adesso, è quella che più mi piace.
    Impossibile non rimanere incantati di fronte alla straordinaria passione, delicatezza, e misura delle ‘camminate’ di miguel e violeterea ( non violetera, volutamente! ). Impossibile non notare ed apprezzare l’eleganza ed il portamento di Mauro, oltrechè le sue scelte musicali.
    ( Peccato che manchi qualcuno! )
    Splendida serata. ( a parte ciò di cui sopra…ma non prendetelo troppo seriamente!!! )

     

    enrico scrive:

    “ Sono circa le 23.00 qui allo stadio Tangueria di Bologna. Lo stadio è gremito. Le condizioni del campo sono buone:parquet liscio e asciutto. Le squadre sono schierate in campo. Le panchine sono al completo. L’arbitro Pierantozzi fischia l’inizio del gioco. Si comincia con passi piccoli e passaggi morbidi . La regia del gioco è affidata a Miguel de Apricena. Ma, attenzione, si entra subito nel vivo dell’azione. Dribbling della coppia a destra impegnata in un voleo. Salida basica sulla fascia e cambio di direzione per disorientare l’avversario fino alla bandierina del corner del musicalizador Chamaco. Ma, che succede?, dagli spalti invasione di campo della signorina in abito rosso che saluta l’amica al centro della pista. Altro dribbling e si ricomincia… Alla mia destra intravedo la rete ( le calze ‘a rete’ della signorina con minigonna vertiginosa! )….” .
    Permettetemi questa divagazione tango-calcistica. E’ più meno quello che pensiamo io e la mia partner che balliamo sulle note di un brano dedicato al Boca. E’ un tango dall’armonia triste e melanconica: di che parlerà mai ? di una donna? di un amore perduto? di un tradimento? No, parla di una squadra di calcio ( il Boca appunto) . L’avreste mai detto? Io assolutamente no. Finquando Miguel e Chamaco in questa serata non ci hanno aperto gli occhi sul fatto che molto spesso, quasi sempre, non abbiamo la minima idea di quello che stiamo ballando. Come per un cantante, che per interpretare bene un brano deve conoscere bene, vivere, se vogliamo, le emozioni di cui parla il testo, anche per ballare un tango ( invece di ‘ballare’ semplicemente) sarebbe opportuno averne almeno una vaga idea. Miguel e Chamaco ci accompagnano nella scoperta di alcuni brani , circa una decina. Miguel recita un brano che Chamaco musicalizza nella tanda subito successiva. Si alternano diversi temi, alcuni più sentimentali , amore in primis, altri legati ai porteni, protagonisti di risse e sbronze , altri ancora decisamente più ludici ; testi che Miguel interpreta modulando opportunamente il tono della voce, le pause e l’intensità delle parole a seconda del brano. Serata molto gradevole e un po’ diversa dal solito che ci avvicina alla tango-cultura. Forse l’uso di un microfono avrebbe aiutato a richiamare di più l’attenzione degli indisciplinati che vociavano durante le cortine recitate. Ma l’esperimento è riuscito.
    Personalmente cercherò di approfondire la mia conoscenza ( pressoché nulla ) di autori quali Capossela ( del quale viene proposto il brano Cristal ) e Tenco , che scopro essersi accostati al mondo del tango.

    ( P.s.: Mi unisco ai ringraziamenti allo stadio…pardòn…al “teatro” che ha ospitato l’iniziativa. E colgo l’occasione per chiedere venia se in una recente recensione della Tangueria, a causa di una svista, avevo declassato a ‘latrina’ una dignitosissima toilette ! )

    Grazie a voi, Miguel e Chamaco.