La Tangheria:
milonga a porta S.Mamolo, dentro il chiostro della chiesa di S. (vattelappesca).
Se non lo conosci,non lo trovi. Una porticina con un timido cartello
che riesci a leggere solo se sei a 20cm di distanza ti fa entrare
nella tangheria. Piacevole contrasto fra il luogo sacro che la ospita,
e la milonga:luogo del peccato, luogo dovo ci si scambia fugaci
sguardi che tutto dicono, dove ci si dà appuntamento per il
rituale,dove si intrecciano sinuose relazioni, sensazione ancora più
accentuata dalle calde luci che ti avvolgono ( a volte anche ti
accecano ).La sala rettangolare, con pavimento in parquet, sedie
intorno dove signore e signorine con belle caviglie al guinzaglio
attendono il loro momento. Un’altra saletta dove puoi prendere al
massimo un po’ d’acqua o un sorso di vino rubato a qualche sagra
di paese. Un tendina impedisce ad una latrina (no, non è un bagno )
di mostrare tutte le su ‘grazie’. Ma tutto contribuisce a rendere
questa milonga veramente particolare.
Non ci sono dubbi.Non ti sbagli.Alla tangheria fai una sola cosa:
balli.
L’atmosfera è molto rilassata.Fra le milonghe viste fino ad adesso,
è quella che più mi piace.
Impossibile non rimanere incantati di fronte alla straordinaria
passione, delicatezza, e misura delle ‘camminate’ di miguel e
violeterea ( non violetera, volutamente! ). Impossibile non notare ed
apprezzare l’eleganza ed il portamento di Mauro, oltrechè le sue
scelte musicali.
( Peccato che manchi qualcuno! )
Splendida serata. ( a parte ciò di cui sopra…ma non prendetelo
troppo seriamente!!! )
enrico
scrive:
18 Maggio 2008 alle 15:47
“ Sono circa le 23.00 qui allo stadio
Tangueria di Bologna. Lo stadio è gremito. Le condizioni del campo
sono buone:parquet liscio e asciutto. Le squadre sono schierate in
campo. Le panchine sono al completo. L’arbitro Pierantozzi fischia
l’inizio del gioco. Si comincia con passi piccoli e passaggi morbidi
. La regia del gioco è affidata a Miguel de Apricena. Ma, attenzione,
si entra subito nel vivo dell’azione. Dribbling della coppia a
destra impegnata in un voleo. Salida basica sulla fascia e cambio di
direzione per disorientare l’avversario fino alla bandierina del
corner del musicalizador Chamaco. Ma, che succede?, dagli spalti
invasione di campo della signorina in abito rosso che saluta l’amica
al centro della pista. Altro dribbling e si ricomincia… Alla mia
destra intravedo la rete ( le calze ‘a rete’ della signorina con
minigonna vertiginosa! )….” .
Permettetemi questa divagazione tango-calcistica. E’ più meno
quello che pensiamo io e la mia partner che balliamo sulle note di un
brano dedicato al Boca. E’ un tango dall’armonia triste e
melanconica: di che parlerà mai ? di una donna? di un amore perduto?
di un tradimento? No, parla di una squadra di calcio ( il Boca
appunto) . L’avreste mai detto? Io assolutamente no. Finquando
Miguel e Chamaco in questa serata non ci hanno aperto gli occhi sul
fatto che molto spesso, quasi sempre, non abbiamo la minima idea di
quello che stiamo ballando. Come per un cantante, che per interpretare
bene un brano deve conoscere bene, vivere, se vogliamo, le emozioni di
cui parla il testo, anche per ballare un tango ( invece di
‘ballare’ semplicemente) sarebbe opportuno averne almeno una vaga
idea. Miguel e Chamaco ci accompagnano nella scoperta di alcuni brani
, circa una decina. Miguel recita un brano che Chamaco musicalizza
nella tanda subito successiva. Si alternano diversi temi, alcuni più
sentimentali , amore in primis, altri legati ai porteni, protagonisti
di risse e sbronze , altri ancora decisamente più ludici ; testi che
Miguel interpreta modulando opportunamente il tono della voce, le
pause e l’intensità delle parole a seconda del brano. Serata molto
gradevole e un po’ diversa dal solito che ci avvicina alla
tango-cultura. Forse l’uso di un microfono avrebbe aiutato a
richiamare di più l’attenzione degli indisciplinati che vociavano
durante le cortine recitate. Ma l’esperimento è riuscito.
Personalmente cercherò di approfondire la mia conoscenza ( pressoché
nulla ) di autori quali Capossela ( del quale viene proposto il brano
Cristal ) e Tenco , che scopro essersi accostati al mondo del tango.
( P.s.: Mi unisco ai ringraziamenti allo
stadio…pardòn…al “teatro” che ha ospitato l’iniziativa. E
colgo l’occasione per chiedere venia se in una recente recensione
della Tangueria, a causa di una svista, avevo declassato a
‘latrina’ una dignitosissima toilette ! )